Olio Intini protagonista su Rai TGR Puglia: l’olivicoltura “eroica” della Valle d’Itria

Il nostro lavoro raccontato da RaiNews nella rubrica “La Puglia che va”

È andato in onda su TGR Rai Puglia, all’interno della rubrica “La Puglia che va” a cura del giornalista Giacomo Susca, il servizio dedicato alla nostra azienda e alla nostra idea di olivicoltura nel cuore della Valle d’Itria.

Paola e Pietro hanno aperto le porte del frantoio e accompagnato le telecamere lungo i sentieri che attraversano i nostri uliveti, raccontando una quotidianità fatta di lavoro, ricerca e rispetto profondo per la terra.

Le radici della famiglia Intini ad Alberobello

Un racconto che parla sì della nostra azienda, ma soprattutto di una visione agricola che affonda le radici in quasi un secolo di storia familiare.

Le nostre radici affondano ad Alberobello, dove quasi un secolo fa tutto ebbe inizio in un piccolo frantoio nel centro storico. Qui nasce la storia della nostra famiglia e del legame con l’olio extravergine di oliva pugliese, costruito giorno dopo giorno attraverso lavoro, esperienza e rispetto della terra.

È da questo luogo simbolico che si sviluppa un percorso che oggi continua tra gli uliveti della Valle d’Itria, mantenendo viva una tradizione che unisce famiglia, territorio e cultura dell’olio.

Nel tempo, la nostra attività si è evoluta insieme all’olivicoltura pugliese, ma senza perdere i valori fondanti: la valorizzazione delle cultivar autoctone, l’attenzione alla qualità dell’olio extravergine e la volontà di raccontare il territorio attraverso ogni produzione.


L’olivicoltura della Valle d’Itria tra tradizione e innovazione

Nel servizio Rai, l’olivicoltura della nostra zona viene definita una forma di produzione “eroica”. Un termine che descrive bene il lavoro quotidiano richiesto da questo territorio: paesaggi complessi, uliveti storici, raccolte delicate e una continua necessità di adattarsi alle stagioni e alle annate.

Da anni portiamo avanti una scelta precisa: produrre olio extravergine non come semplice alimento, ma come espressione autentica del territorio, delle cultivar e del tempo.

Per questo ogni fase del processo viene studiata e calibrata con attenzione:

  • gestione “su misura” dell’estrazione;
  • adattamento di frangitura e gramolazione alle singole cultivar;
  • raccolta nel momento ottimale di maturazione;
  • osservazione costante del rapporto tra clima, annata e profilo aromatico dell’olio.

Per noi non esiste un solo modo di fare olio.
Esiste il modo migliore per ogni oliva, in ogni raccolta..


Cima di Mola e Coratina: identità autentica della nostra terra

Uno degli aspetti centrali del servizio riguarda il valore delle cultivar autoctone pugliesi, in particolare Cima di Mola e Coratina.

Varietà che rappresentano molto più di una scelta produttiva: sono memoria agricola, identità culturale e patrimonio del territorio.

Ogni decisione tecnica nasce proprio dall’ascolto di queste olive e delle loro caratteristiche naturali. È da qui che prende forma il nostro lavoro quotidiano in frantoio.


Un frantoio che accoglie viaggiatori da tutto il mondo

Il servizio Rai racconta anche un altro aspetto importante della nostra realtà: l’incontro con persone provenienti da paesi e culture diverse.

Ogni anno accogliamo nel nostro frantoio viaggiatori da tutto il mondo per condividere il sapere legato all’olio extravergine, raccontando una cultura viva fatta di gesti, profumi e tradizioni tramandate nel tempo.

Per noi l’olio non è solo produzione agricola.
È ospitalità, racconto e connessione con il territorio.


Un percorso riconosciuto anche a livello internazionale

Negli ultimi anni il nostro lavoro ha ricevuto importanti riconoscimenti internazionali. Tra questi, il premio ottenuto pochi giorni fa al Japan Olive Oil Prize 2026 di Tokyo, dove il nostro olio extravergine Bio è stato riconosciuto come miglior olio al mondo tra circa 700 campioni provenienti da diversi Paesi.

Un risultato particolarmente significativo in un mercato come quello giapponese, sempre più attento alla qualità dell’olio extravergine, alle sue proprietà salutistiche e all’eccellenza delle produzioni biologiche.

Ma più dei riconoscimenti, ciò che conta per noi è la continuità del percorso: costruire anno dopo anno un olio coerente con la nostra visione, capace di rappresentare autenticamente la nostra terra e la sua identità agricola.


Una Puglia che produce valore

“La Puglia che va” racconta una regione che non vive soltanto di turismo, ma anche di imprese agricole capaci di innovare senza perdere autenticità.

In questo movimento sentiamo di avere un ruolo preciso: custodire il patrimonio olivicolo del nostro territorio e allo stesso tempo dialogare con il mondo attraverso la qualità, la ricerca e la cultura dell’olio extravergine.


Un racconto che appartiene al territorio

Essere raccontati da una testata nazionale come RaiNews rappresenta per noi un riconoscimento importante.

Perché dietro ogni bottiglia ci sono scelte quotidiane, studio, lavoro nei campi e rispetto per una storia familiare che continua da quasi cento anni.

Ed è proprio questo che il servizio del TGR Puglia ha saputo raccontare: non solo un’azienda, ma un modo di vivere l’olio e la terra.

Buona visione 🌿

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