Come si degusta l’olio extravergine di oliva?

Degustare l’olio extravergine di oliva non è solo una questione di gusto: è un vero e proprio processo analitico che coinvolge i sensi, utilizzato anche nei panel professionali per valutare la qualità e classificare l’olio secondo parametri normativi.

In questo articolo ti guidiamo, passo dopo passo, alla corretta tecnica di degustazione dell’olio extravergine, con attenzione agli aspetti sensoriali e ai criteri oggettivi riconosciuti a livello internazionale.

Perché degustare l’olio EVO?

L’olio extravergine non è tutto uguale. Varietà di oliva, grado di maturazione, tecniche di estrazione e conservazione incidono profondamente sul profilo sensoriale del prodotto.

La degustazione è lo strumento chiave per valutare le caratteristiche organolettiche dell’olio – fruttato, amaro, piccante – e per individuare eventuali difetti che compromettono la qualità.

Dove e come degustare l’olio

La degustazione può essere eseguita in contesti ufficiali (panel test), oppure a livello amatoriale per affinare la propria sensibilità. In entrambi i casi, è importante seguire alcune condizioni tecniche per garantire una valutazione corretta.

Condizioni ambientali ideali:

  • Ambiente neutro, privo di odori intensi

  • Luce controllata (il colore non è un parametro di qualità)

  • Temperatura dell’olio tra i 26°C e i 28°C

Le tre fasi della degustazione dell’olio extravergine

La valutazione sensoriale dell’olio si svolge in tre fasi: olfattiva, gustativa e tattile (più propriamente “trigeminale”).

1. Analisi olfattiva

Dopo aver riscaldato leggermente il bicchierino (coprendolo con una mano e ruotandolo delicatamente), si esegue l’esame olfattivo.

Cosa cercare:

  • Fruttato: sensazione olfattiva diretta riconducibile al frutto dell’oliva. Può essere:

    • Verde: erba, foglia, pomodoro acerbo, carciofo

    • Maturo: mela, banana, mandorla dolce

2. Analisi gustativa e retronasale

Si assume una piccola quantità d’olio (circa 3 ml) e si distribuisce in bocca.

Con la tecnica del “strippaggio” (aspirazione di aria tra labbra socchiuse), si ossigena l’olio per evidenziare gli aromi per via retronasale.

Sensazioni positive:

  • Amaro: percepito soprattutto sulla parte posteriore della lingua

  • Piccante: sensazione pungente localizzata nella gola, legata alla presenza di polifenoli

Un buon olio EVO presenta armonia tra fruttato, amaro e piccante, senza squilibri e con buona persistenza.

3. Valutazione tattile e retrogusto

Oltre al gusto, si valuta la texture: un olio di qualità ha fluidità media, non è né troppo fluido né eccessivamente denso.

Si analizza infine il retrogusto, che può rivelare note aromatiche (mandorla amara, erbe, pomodoro) o, nei casi negativi, difetti sensoriali.

Difetti dell’olio extravergine: cosa evitare

Un olio per essere classificato come “extravergine” deve risultare privo di difetti al test sensoriale.

I difetti più comuni:

  • Rancido: odore di grasso ossidato, tipico dell’olio invecchiato o mal conservato

  • Avvinato/inacetito: aroma pungente, dovuto a fermentazioni aerobiche

  • Morchia: odore da residui non filtrati lasciati a lungo nei serbatoi

La presenza anche solo di un difetto sensoriale declassa l’olio a “vergine” o “lampante”, a seconda dell’intensità.

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